
C'è stato un tempo in cui anche Vergano ebbe una sua colonia solare...
Altri tempi certamente. Al giorno d'oggi, asserragliati in questa comoda civiltà consumistica e personalistica, non si trova più il tempo per socializzare ed ancor meno condividere e percorrere alcuni tratti della nostra esistenza con gli altri.
Un tempo, che ormai credo irrimediabilmente perso e svanito con la sopravvenuta "globalizzazione". Allargando la visuale per familiarizzare con il mondo intero, abbiamo perso la coscienza e la conoscenza di chi vive a due passi da noi. Ed anche le colonie solari sono ormai un pallido ricordo che la mia generazione può ancora permettersi di avere e saranno destinate a scivolare nell'oblio se non le tramandiamo, almeno con i racconti, ai ragazzi di oggi.
Quella di Vergano non appartiene direttamente al mio vissuto, ma fa parte della generazione nata intorno agli anni trenta che, al tempo in cui fu inaugurata, aveva dai sei ai dieci anni.
Credo corresse l'anno 1937 quando un nutrito gruppo di Verganesi si armò (brutta parola che per quel periodo avrebbe potuto anche essere interpretata letteralmente... eravamo ormai vicini alla seconda guerra mondiale!) di buona volontà (armarsi di buona volontà: ecco il giusto accoppiamento per la parola armarsi......) e intraprese i lavori di sbancamento e pulizia di un piccolo appezzamento di terreno vicino alla riva del "Sciscion", proprio a ridosso della costa collinare occidentale che portava alle vigne. Credo fosse di proprietà di Beniamino Duella il quale lo mise a disposizione per lo scopo che era stato prefissato. (Ritornerò con altre storie legate alla mia infanzia ed agli anni sessanta a raccontare ancora di questo luogo... che ribattezzeremo "Stadio Beniamino".)
Obiettivo dei lavori era quello di avere un terreno adeguato per l'installazione di una colonia estiva vicino alle acque del torrente.


Per allargare lo spazio a disposizione, si misero di buzzo buono con picconi e pale per tagliare parte del pendio e spianarlo. C'era chi valutava i lavori da eseguire e chi allegramente li portava a termine. Presenti anche tanti ragazzi per collaborare alla realizzazione dell'opera.


Sono trascorsi ormai ben più di settant'anni da allora e le persone mature che sono immortalate nelle fotografie ormai è da un bel pezzo che non sono più tra noi. Chi, dei miei due lettori Verganesi (spero che i giovani che navigano possano richiamare allo schermo i loro genitori...) avrà la bontà di leggermi, potrà riconoscervi con grande meraviglia connotati di facce familiari e magari esclamare "Toh!... C'è pure mio nonno!". Dal canto mio, oltre a mio padre naturalmente, ho individuato diverse persone che ho conosciuto da ragazzino ed anche mio fratello maggiore, di settantotto anni ora, che all'epoca ne aveva cinque o sei.


Terminati i lavori di sbancamento e livellamento, con conseguente riassestamento della terra e successiva semina della "bula" per rifar crescere l'erba,si organizzò una grande festa con l'intervento pure della banda musicale di Vergano, i cui componenti si possono individuare in questa foto di gruppo che, per dare un'idea del tempo che fugge, ha nei ragazzini ripresi gli ottantenni di oggi...

Successivamente ci fu l'inaugurazione ufficiale, con l'intervento del parroco Don Savoini per la benedizione, delle autorità, delle maestre delle scuole elementari con relativo stendardo, e dei ragazzi rigorosamente vestiti da "balilla", come "duce" comandava..., che si esibirono in un saggio ginnico. Il tutto impreziosito dal calore e dalla presenza di una bella fetta di popolazione.



Negli anni successivi furono allestite anche delle feste in occasione della apertura della colonia. Le foto si riferiscono all'anno 1941. La giornata terminava nei locali dell'asilo con il pranzo offerto, alla presenza delle autorità, a tutti i ragazzi, mentre precedentemente, nel cortile,c'era stato lo spettacolo allestito dalle maestre e rappresentato sul palco dai giovani attori davanti ai familiari e paesani ammirati.


Particolarmente cara mi è questa ultima fotografia riportata sopra. All'estrema destra in seconda fila c'è seduta mia madre che porta in braccio mio fratello Arnaldo. Io sarei arrivato sette anni dopo ...La colonia solare, che si attivava nel periodo estivo delle vacanze scolastiche delle elementari, credo che continuò fino al 1941, già in tempo di guerra, purtroppo. Poi i tempi bui e drammatici che ne seguirono non permisero più la sopravvivenza di questa benemerita istituzione che permetteva ai ragazzi di continuare a socializzare con gli amici di scuola senza però l'incombenza dei compiti e dello studio... ed agli adulti genitori di essere tranquilli riguardo la custodia dei figli. La giornata era organizzata con giochi nel cortile dell'asilo, con il pranzo che veniva consumato all'interno dei locali dello stesso e con la discesa alla colonia, nel pomeriggio, per rosolarsi al sole o "immergersi" nelle acque del Sciscion. Sempre sotto la severa sorveglianza delle maestre e dopo rigoroso e doveroso alzabandiera. Posso mettere anche alcune fotografie del 1941 ,ultimo anno di attività nonostante i tempi veramente bui e difficili che si stavano vivendo. La forza ed il coraggio delle nostre genti umili e fiere nello stesso tempo della loro condizione contadina, fece sì che almeno per un paio d'anni venisse celato ai ragazzi l'orrore dei tempi che stavano vivendo.




Il numero elevato di ragazzi (si potrebbero contare fino a quaranta maschietti ed almeno trenta femminucce) mi fa supporre che non tutti fossero di Vergano, anche se ai tempi la natalità era veramente elevata. Questa considerazione mi è venuta vedendo che anche in un libro edito dalla Pro loco, dal comune e dalla Società Operaia M.S. di Maggiora, titolato Memorie Maggioresi '40-'45 è presente la foto dell'alzabandiera. Ciò mi fa pensare che qualche Maggiorese abbia partecipato alla colonia. Così potrebbe essere capitato per qualche altro ragazzo dei comuni viciniori.
Sarei felicissimo se protagonisti dell'epoca (nati intorno agli anni trenta)leggessero il mio post ed intervenissero, nei commenti oppure contattandomi, per documentare aneddoti o altri ricordi riguardanti quel periodo. Siccome non sono sicurissimo delle date e della durata nel tempo che la colonia ebbe, ospiterei ben volentieri tali precisazioni modificando, se del caso, il contenuto del post.
Termino allegando alcune foto recentissime, scattate per l'occasione di questo racconto, che documentano lo stato di degrado nel quale versa, purtroppo, il luogo che ha visto in diverse epoche, ed anche abbastanza recenti, momenti di gloria e di splendore con la partecipazione di tutto il paese di Vergano.
Questa per me è l'immagine dell'innocenza perduta.
Se alcuni simboli e ricordi di una stagione irripetibile per qualsiasi essere umano, che è l'infanzia, sono degni di essere abbandonati e sparpagliati in una boscaglia vicino ad un torrente, vuol dire veramente che l'età dell'innocenza se ne è fuggita via. Sia di monito ai ragazzini che potrebbero vedere questa immagine. Non lasciate morire i vostri sogni e la vostra fantasia in mezzo ad una discarica abusiva nella natura. Il gesto più corretto per lasciare consapevolmente l'età dell'innocenza ed affrontare il mondo di lupi che vi aspetta là fuori è quello di raccogliere le vostre "cosucce", i vostri giocattoli in un cartone ed affidarli alla raccolta differenziata. Andranno in pace a morire nel luogo appropriato dove nessun altro all'infuori di voi potrà mai vederli.
Dove andranno i bambini a giocare?, canta Cat Stevens. Ci sia di monito

hai scritto cose molto interessanti, diego
RispondiEliminail tuo è un racconto che denota una partecipazione sincera e sentita a quegli eventi: ho letto tutto, dall'inizio alla fine, perchè davvero non era possibile non sentirsi rapiti dal tuo discorso, anche grazie alle tante immagini che hai aggiunto a completamento delle tue parole
il tuo discorso denota anche un velo di malinconia, e un amore immenso per la natura
se oggi non rispettiamo più la natura, arrivando a tutto questo( e me ne rendo anch'io, quando butto una carta per terra, ma me ne pento dopo neanche 2 minuti), è perchè ci è mncata un'esperienza così toccante, che ci facesse capire l'importanza della natura, di un contesto in cui vivere, il più seneramente possibile
c'è un paese, in provincia di trapani, che si chiama calatafimi: è lì che io sono cresciuto, lì mi sono formato spiritualmente---ogni tanto ci torno, per vedere se oggi è ancora come era una volta, qaundo ero solo un bambino che girava intorno, ammirato da quello che vedeva
ci torno, e mi accorgo che molte cose sono cambiate, e ho paura di non riuscire, io stesso, a vedere le cose come le vedevo quando ero bambino
eccio perchè è utile il tuo racconto: la tua esperienza diretta è un monito per le coscienze, ha risvegliato anche me, ti ringrazio di questo, dopo quello che hai scritto, mi sentirò spinto a dare alla natura un'occhiata ancora più profonda e ammirata di quanto io abbia fatto finora
ti auguro di trovare quelle persone che cerchi, quelle di cui parli, e che inviti a condividere quegli episodi, sulla cui necessità mi sento partecipe anch'io, sebbene siano lontanissimi dalla mia epoca, ma comunque molto attuali, per quello che comunicano
perchè tutto ciò che mette in collegamento con un passato che era e ora non è più, ha qualcosa di attuale: ti auguro di trovare quelle persone, perchè loro, di certo, su questo argomento potranno esprimersi molto meglio di me
Grazie, Alessandro, per il tuo commento.
RispondiEliminaDebbo però precisarti che io non ho vissuto in prima persona quegli anni... Sono arrivato appena dopo la guerra. Comunque quei luoghi sono stati fondamentali per la mia infanzia e gioventù.
Bellissimo articolo Vernè, corredato inoltre da immagini che danno veramente l'idea di come fosse vissuta la comunità ed i tempi di allora. È sempre un piacere leggerti, continua così.
RispondiEliminaMauro
quando possiamo trovarci per confrontarci sulla storia locale e altro?
RispondiEliminaGeo