Vergano
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martedì 13 settembre 2011

LA MEGLIO GIOVENTU' a Vergano

Ecco gli animatori del centro giovanile di Vergano. Nelle foto sottoriportate risalenti al carnevale 2011 sono raffigurati otto dei dieci membri del gruppo. Mancano Carlo Atzeni (Ka) e Barbara Vercelli (Barby).
I rudi cowboy. Da sinistra Roberto Poletti ( Roby), Diego Bertona (Dado), Alessio Balzano (Balza), Luca Zanetti (Luchino). 
...e le dolci Cowgirl. Da sinistra Sarah Trovatelli (Saretta), Sabrina Langhi (Sabry), Marta Barbaglia (Tol), Rebecca Fornara (Beba).
  Come promesso nel mio precedente post, ritorno a scrivere qualcosa in più riguardante il gruppo di ragazzi che, legati da un vincolo prezioso di amicizia, si divertono assieme e nel contempo animano con giochi e spettacoli la vita del nostro piccolo paesello intrattenendosi con i bambini delle elementari regalando loro attimi di sano divertimento e socializzazione. Approfittando della giornata conclusiva della settimana di animazione che hanno terminato venerdì 9 settembre, mi sono recato presso il centro giovanile che è stanziato nella vecchia Chiesa, già sede del Circolo ACLI, dove hanno trascorso in allegria questi cinque giorni, aggregando i bambini nelle più svariate attività sia ludiche che costruttive. Ho così improvvisato una ripresa con la telecamera invogliandoli a presentarsi per illustrare e raccontare ciò che il loro gruppo fa. Ho estrapolato dal filmato un sunto di sette minuti che ho pure pubblicato su Youtube. Ed è quello sottoriportato. Godetevi la loro contagiosa allegria.   .

Sono particolarmente contento di poter pubblicare un breve scritto di presentazione che Diego ha avuto la bontà di fornirmi su un foglietto. Questa cosa mi fa ricordare i mitici tempi dei primi anni settanta quando un altro gruppo di allora, il Gruppo Zero, per animare la vita del paesello si era dotato anche di un giornale ciclostilato nel quale affluivano racconti e impressioni che il sottoscritto riordinava e correggeva per poi battere a macchina il testo sulla matrice (Un lavoro improbo... che vi spiegherò in un successivo post quando illusterò la breve ma intensa storia del Gruppo Zero). A tal proposito inserisco un paio di fotografie (le uniche, forse..., risalenti al periodo, fornitemi da Zanetti Carlo) ricavate con una Polaroid, la famosa macchina fotografica che sviluppava istantaneamente le immagini, con raffigurati alcuni componenti (mancano i più importanti: Floriano e Luciana e l'ispiratore Giancarlo) dietro il bancone del bar del circolo Acli allora gestito da Battista.





Ed ecco la mitica copertina del primo numero del giornaletto. Il disegnatore era il compianto Mario Duella. Ciclopico il lavoro di cesello sulla matrice originale per il ciclostile. Bisognava incidere con la punta di un pennino lo strato di cerata in modo da permettere all'inchiostro della macchina di spandersi all'interno della traccia e quindi imprimere i fogli di carta che scorrevano sotto il rullo alimentato da una manovella. Se si sbagliava ad incidere, o anche battere un carattere errato con la macchina da scrivere, occorreva turare la traccia incisa con uno speciale liquido denso che solidificava nel giro di pochi minuti  e permetteva poi di sovrascrivere o ridisegnarci sopra. Ma era un lavoraccio....



Ed ora trascrivo ciò che Diego ha ritenuto opportuno farci conoscere riguardo l'attività ed i propositi del Gruppo di animazione.

Da poco più di otto mesi, il Centro Giovanile di Vergano ha deciso, in collaborazione con un gruppo di dieci membri, tra ragazzi e ragazze,di rinnovarsi e di offrire di più alla comunità ed ai suoi abitanti, dai giovanissimi ai più "stagionati" con ormai qualche primavera alle spalle.
Così, a partire da qualche "pizzata" e giornata di animazione, si è deciso di creare qualcosa di più concreto e solido per il bello e spesso sottovalutato paese di Vergano.
Tra le nuove iniziative i giovani del centro stanno tenendo per i bambini, in queste ultime e miti giornate estive, un campo estivo dal 5 al 9 di settembre.
Tuttavia è necessario guardare al futuro. Si vuole infatti organizzare una serata, con tanto di spettacolo, per festeggiare il termine dell'anno di animazione (verso la metà di ottobre) che riprenderà con il carnevale e, perchè no, magari partecipare alla prossima festa dell'uva.
Comunque quello che i ragazzi sostengono è che il vero spirito di Vergano sta nei suoi abitanti. Spirito che negli ultimi anni è venuto un pò meno e che loro vogliono riaccendere per riportare Vergano allo splendore di un tempo.


Bravissimi ragazzi!
Continuate così e non demordete.



lunedì 23 maggio 2011

SPENSIERATEZZA


Pubblico , provvisoriamente, il clip delle riprese che ho effettuato il pomeriggio di sabato 21 maggio 2011 al campo giochi Ivan Cerutti di Baraggioni, sorto proprio nel luogo che mi ha visto crescere.
Provvisoriamente, perchè la mia intenzione è di ritornare a scrivere di questa splendida realtà giovanile che ha avuto il potere di farmi rivivere belle annate della mia fanciullezza.
Il gruppo di animatori e di catechesi della parrocchia di Vergano ha organizzato un pomeriggio spensierato ed allegro per i giovanissimi delle scuole elementari.
Giochi, schiamazzi e "sani" gavettoni in una giornata straordinariamente estiva.
Ad accompagnare il clip, gli U2 in Where the street are no name.
Come a dire, scorazzate liberi nel prato... non ci sono limiti e strade da percorrere. Solo erba da calpestare.....sulla quale correre per far esplodere la vostra gioia.

Ritornerò a parlare dei bravissimi animatori, poichè si sono rivelati talmente entusiasti e partecipi ai giochi dei ragazzini tanto da far loro dire che è stata una giornata veramente gratificante ed appagante anche per loro.

sabato 12 marzo 2011

OMAGGIO al Lago d'Orta ed a Davide



Ogni tanto vado a rileggermi i miei vecchi post. Ed è veramente con rammarico, per usare un'espressione edulcorata..., che mi accorgo che gli inserti scaricati da Youtube a volte non esistono più! Spariti! Ossia non più rintracciabili in rete. E se non hai avuto l'accorterzza di salvarteli in una cartella del tuo computer, con Real player, non riuscirai mai più a rimetterli nella tua pagina dopo che, forse,avevi fatto una lunga ricerca mirata all'attinenza con lo scritto che avevi pubblicato.
Ed allora ti girano...
E ti soffermi a pensare male di Internet e della caducità delle cose, dopo che ti eri abbagliato al cospetto della "immensità" del mondo della rete e della sua indelebile (così mi auguravo...) presenza invisibile.
Ed invece basta un "delete" (altro che indelebile....!) per ritornare nell'oblio.
Così mi tocca riparare le pagine del mio blog cercando altri video da inserire. Ma a volte non trovi quello che fa al tuo caso o che desideri trovare. Così è capitato anche al video di Aquaduulza di Van de Sfroos che allietava il post di una mia camminata sulle rive del lago d'Orta.
Ed allora mi sono messo di buzzo buono ed ho creato un mio video in HD (di non facile trasferibilità, comunque, ed allora dovete accontentarvi di una media definizione) con immagini del nostro beneamato lago d'Orta usando la poetica dialettale del canto di Van De Sfroos nella sua magnifica Aquaduulza che in questo mio post vuole diventare un OMAGGIO a tutti i laghi di questo mondo.
 E' occorsa una nottata per fare l'upload in youtube, dopo una dura giornata di lavoro all'assemblaggio delle immagini con Pinnacle.
L'ho quindi reinserito nel posto che gli competeva, ma ho voluto anche renderlo autonomamente usufruibile in questa pagina per farvelo apprezzare (speriamo...e commentate...) pienamente ed anche per rifarmi vivo nel mio blog dopo una "vacanza" di qualche mese...
Ora spero che nessuno pigi il tasto su delete....
Da parte mia non avverrà sicuramente.
Godetevi la poesia di Davide e le mie immagini.

sabato 10 aprile 2010

VARGON SORA e VARGAN BASS



Ringrazio di cuore il mio amico "Geo" e "Spillo (Greg)" per avermi citato amorevolmente e "linkato" con tutti gli onori nel loro sito http://www.spillo.es/ e http://www.varganbas.it/, che raccolgono memorie storiche ed avvenimenti che riguardano la comunità di Santo Stefano.

E dedico loro ed a chi ci leggerà questa stupenda immagine aerea delle nostre due frazioni. (Cliccandoci sopra la si può vedere ingrandita. Ricordarsi di ritornare al post con la freccetta della parte superiore sinistra dello schermo...) Peccato che la parte occidentale, a destra, non riprenda la zona estrema dei "Tre Casali" ( si vede solo Motto Florio) alla quale io e Francesco siamo particolarmente legati perchè ivi siamo nati e cresciuti. La foto, a chi vuole osservarla in lungo ed in largo soffermandosi sui particolari che riconosce, racconta molto alle persone che vi risiedono. Vergano è disteso sul crinale della collina, arroccato intorno al castello ed alla Chiesa, raccolto e quasi isolato dal resto delle altre abitazioni. Se questa visuale sembra ancora valida al giorno d'oggi, figuriamoci quando, quasi cento anni fa, poteva ancor più considerarsi staccato dal centro di Borgomanero prima cioè che il boom edilizio invadesse la zona non residenziale dedita all'agricoltura che distanziava il centro dalle frazioni.
Forse per questa sua caratteristica di paese isolato divenne comune e lo restò fino, credo, al 1928. Ed è forse anche per questo che nel passato non c'era molto feeling con gli abitanti di Santo Stefano, ritenuti quasi inferiori per la sottomissione al comune centrale e chiamato Varganbass come se il Vargonsora fosse ritenuto, appunto, sopra e quindi più nobile grazie anche al fatto di avere un passato storico in virtù del Castello e della dinastia dei conti Tornielli. Credo che anche la mia generazione, in gioventù, abbia vissuto questo clima quasi di apartheid. Circolavano tra noi ragazzi delle proverbiali filastrocche abbastanza irriverenti nei confronti degli abitanti di Santo Stefano, considerati quasi come dei plebei. La competizione, dovuta al tipo di attività agricola che allora era l'unica possibile, ed un senso di vicinato sgradito e quasi astioso si può dire che si percepivano nell'aria. Naturalmente col mutare delle condizioni lavorative e di vita, i rapporti col tempo si sono normalizzati, grazie anche ad una logica frequentazione tra i paesani, a partire dalla scuola e dal mondo del lavoro . Fino a trovare dei punti comuni e di coesione quando intorno agli anni settanta si coalizzarono e combatterono dure battaglie di opposizione per porre fine allo scempio della discarica che stava prendendo piede nella zona delle vigne dell'altipiano della Cumiona. Ed oggi che ci riteniamo tutti cittadini Borgomaneresi senza troppe distinzioni, forse manca quel senso di comunità che allora caratterizzava le nostre genti.
Altre considerazioni mi vengono osservando la fotografia.
Si può notare , quasi fosse una fenditura, una ferita, che Via Franzi la strada in direzione nord-sud traccia una demarcazione netta, quasi fosse un confine, tra i due agglomerati storici di Vergano e Santo Stefano col resto della città. Un estraneo, valutando la foto, potrebbe anche dargli un significato solo cartografico, ma se si considera che ormai il traffico su questo percorso è assurto a livelli decisamente importanti con l'avvento della strada dei rubinetti che collega il distretto industriale di Gozzano e San Maurizio d'Opaglio, questa circonvallazione ovest di Borgomanero ha di fatto tagliato in due il territorio. Ciò genera una specie di "riserva indiana" che vede gli abitanti delle due frazioni racchiusi in una zona che si può dire ancora "incontaminata". Le attività industriali e commerciali sono rarissime e quelle poche che soppravvivono hanno un sapore familiare, a misura d'uomo. La concentrazione dei servizi nella direttiva nord-sud della città di Borgomanero, ha fatto sì che le nostre due frazioni siano diventate di fatto una quieta zona residenziale unendole quasi in un'unica realtà. Non è un cattivo segno, anzi. L'importante è ritrovare o mantenere quegli stimoli per una vitalizzante vita comunitaria che favorisca la socializzazione.
Il sito internet di Santo Stefano sta svolgendo alla grande questo compito.
Sono felicissimo di trovare iniziative che coinvolgono anche Vergano che, secondo me, purtroppo, sta vivendo dei momenti abbastanza anonimi rispetto a quelli che i nostri padri e nonni (ed un pò anche noi , ormai anziani....) avevano saputo far fiorire. Ricordare ciò che siamo stati e ciò che abbiamo vissuto comunitariamente spero che sia di stimolo ai giovani di oggi per rivitalizzare lo spirito di paese che ha sempre contraddistinto le nostre comunità.


Visto che vengono apprezzate le mie scelte musicali, posto questa incredibile esibizione dal vivo da parte degli U2 quando erano al culmine della loro capacità creativa e interpretativa. E' proprio vero che la semplicità paga.. Bisogna però avere una voce da brividi, una chitarra strepitosa ed un drumming ipnotizzante per trascinare all'euforia la folla impazzita sotto il palco. Non oso pensare da quali brividi sarei stato pervaso se fossi stato presente allo Slane Castle quella sera! Mi basta solamente un video di youtube (anche se io posseggo il dvd dell'intero concerto...) per commuovermi e godere della performance di Bono e compagni, figuriamoci se fossi stato in mezzo alla folla!
Non ho trovato un video attinente al contenuto di questo post. Se a Geo viene qualche idea, me la comunichi... Di certo però la sua bellezza lo fa valere per qualsiasi circostanza!

lunedì 29 giugno 2009

SCISCION batte AGOGNA 85 a 29

Trafiletto apparso sull"Informatore" edizione per il Borgomanerese di sabato 20 giugno 2009.

E ci ascoltiamo The Waterboys col blues del pescatore .


Oggi, durante il tragitto di ritorno a piedi dall'orto dove ho fatto dei piccoli lavoretti leggeri, ho incontrato Geo col quale ho colloquiato felicemente dopo un lungo periodo che non l'avevo visto. Per gli amici di paese non cè bisogno di presentarlo... per gli amici di blog è il mitico possessore della A112 che ci ha scarrozzati durante le vacanze del '74, come si legge nel post dei "Miei primi cento nastri" in "E tu". Mi ha riferito che è' rimasto incollato al computer quando ha visualizzato il mio blog e si è beato per i bei ricordi che gli ha procurato. Ci siamo ripromessi di sentirci e vederci poichè abbiamo scoperto che i nostri gusti musicali e gli hobby cinefotoamatoriali sono ancora affini e ben vivi. Mentre stavamo amabilmente chiacchierando è passato davanti a noi Alex, il ragazzo ritratto nella foto del giornale, con l'attrezzatura da pesca, di ritorno dal torrente Agogna. Geo che lo conosceva già (abita a due passi da casa sua) ha voluto sincerarsi del bottino odierno.
Così ho potuto anch'io scambiare due parole con lui . Abita qui vicino a noi, solamente da due anni; prima stava a San Maurizio .Sono venuto a sapere della sua pesca miracolosa e dell'articolo sul giornale che prontamente Geo ha recuperato dalla cabina del suo camion...e mi ha fatto vedere. Non volevo credere ai miei occhi quando ho visto la fotografia. Nel mio amato "Sciscion" trovano ospitalità simili meraviglie?...Come è possibile che un povero torrentello che a volte diventa solo un rigagnolo in alcuni tratti (non quest'anno finora) dia la possibilità ad un essere così mastodontico di poter sguazzare tranquillamente? E' vero che in alcune zone esistono delle "lanche" che hanno una buona profondità e permettono di avere un habitat sufficiente anche per una trota di queste dimensioni ma la maggior parte del torrente ha una profondità limitata e non adeguata a lei. E poi "il mio Sciscion" della mia infanzia era popolato solo da Varoni...Simili trofei erano neanche lontanamente immaginabili. Al massimo ci fu un periodo, a partire dagli anni ottanta,in cui, grazie alle mitiche "Canne Rossoblu di Borgomanero" il cui presidente era allora Marino Giromini, il bancario che ho già ricordato in altro post, si immettevano nel torrente delle belle trote da 25-30 cm. per permettere poi di organizzare delle gare di pesca. Come questa del 1986. In zona "Verganella", con il Sizzone che anche allora era ben alimentato. Vi partecipavano anche giovani pescatori in erba... Ma colui che primeggiava ed alla fine otteneva quasi sempre il miglior bottino era Flavio... Comunque, come si vede dall'ultima immagine, le dimensioni delle trote erano ben lontane da quella che Alex Tommasi ha pescato sabato 13 giugno proprio in località "Verganella"! Mi sono fatto raccontare con quale emozione ha vissuto il momento in cui ha estratto quel mostro di 7 chili e 150 grammi, lungo 85 centimetri. L'aveva notata, nell'acqua torbida per i temporali dei giorni precedenti, ma non si era veramente reso conto di cosa stesse per trovare. E' riuscito quasi subito ad agganciarla, causa forse la fame che aveva, e con un misero filo da 10 l'ha con tanta attenzione e prudenza tirata a riva. Certamente per lui, che come è riportato nel trafiletto ha già pescato nel lago d'Orta una trota da 12 chili, non è stato un evento. Fosse capitata una cosa del genere a me, sarei svenuto per l'emozione... Come ha fatto a sopravvivere prima di essere adescata per fame? Alex ci ha rivelato che quando l'ha tagliata e ripulita internamente, ha estratto un numero incredibile di Varoni di tutte le dimensioni......Con quella bocca poteva risucchiare ed ingoiare ciò che voleva. Nessun abitante del Sizzone le poteva sfuggire... Poi quella pancia incredibile tratteneva le sue prede! Trota assassina... Fortunatamente Alex l'ha pescata, altrimenti avrebbe contribuito in modo drammatico alla probabile riduzione del vivaio ittico dei Varoni del "Sciscion".
Ma come è potuto arrivare un simile esemplare fino alla "Verganella"? Geo ha formulato l'ipotesi che sia fuoriscita dal laghetto in località Conceria vicino alla Madonna della Gelata di Soriso e si sia immessa , favorita dall'abbondanza di acqua, in un ramo affluente del torrente del Sizzone e da lì sia discesa fino al punto in cui Alex l'ha pescata. Ipotesi reale se fossimo sicuri che nel laghetto dela Gelata siano immesse trote di questo genere...Indagheremo!
Il percorso l'ho visualizzato in arancio sulla mappa.Cliccateci sopra per ingrandirla
Abbiamo misurato la trota pescata oggi da Alex: 29 cm. Possiamo quindi dire allora che il Davide"Al Sciscion" batte il gigante Golia"Agogna" per ben 85 a 29!!!!! Che goleada.....

sabato 28 marzo 2009

CUORE D'ORO


Sono ritornato!

Ed ho scoperto di avere un cuore d'oro...

Con la magnifica song ed interpretazione di Neil del 1971 che mi fa da sottofondo,do il ben ritrovato a chi mi leggerà dopo la pausa forzata durante la quale mi sono sottoposto ad una necessaria "manutenzione" del mio sistema coronarico.Lo scellerato vizio del fumo, che mi ha accompagnato per oltre quarant'anni ed ho sconfitto solamente quattro anni fa, aveva ridotto fino al 75% la capacità di irroramento sanguigno del mio muscolo vitale. Così si è reso necessario bypassare quattro derivazioni coronariche per ritornare ad avere il giusto rifornimento sanguigno per alimentare il mio cuore. Che, grazie a Dio, si è rivelato ancora integro e sano: un cuore d'oro.

Ad un mese di distanza dall'intervento, sto pian piano recuperando e grazie agli esercizi ginnici ed al moto giornaliero sulla cyclette e, quando il tempo migliorerà, alle passeggiate,ritornerò, spero presto, alla quotidiana normalità con un'efficienza fisica ripristinata e forse potenziata. Questo mio post di ritorno, oltre a voler essere un monito ai fumatori per dissuaderli da un vizio innaturale, è essenzialmente un ringraziamento all'equipe chirurgica, guidata dal primario Prof. Diena, della clinica San Gaudenzio di Novara presso la quale sono stato ricoverato ed operato.
Il primo sulla destra è proprio il Primario, Prof. Diena. Fin dal primo giorno di ricovero,dopo l'esito della coronografia che mi vincolava ineluttabilmente all'intervento, ho potuto apprezzarne la grande signorilità ed ammirare la sua carica umana . Venuto a farmi visita in camera, mi ha subito illustrato in modo eloquente e convincente la moderna tecnica che nella sua clinica si usa già da diversi anni per quanto riguarda l'utilizzo delle vene mammarie piuttosto che della vena safena della gamba, come parte di ricambio nel bypass. Debbo confessare che questa anticipazione fattami, mi ha subito messo di ottimo umore, poichè il solo pensiero di non avere la gamba squartata per il prelievo della vena era una notizia beneaugurante. Con il suo modo di fare, semplice e gioviale, con la sua innata simpatia ed il suo tratto giovanile, con la sua barba incolta a ricordarmi l'aspetto di un giovane De Gregori, ma soprattutto con la sua tempestiva solitaria visita, a distanza di un paio d'ore dal ritorno dalla coronografia, mi aveva confortato più di ogni altra possibile situazione. Ci saremmo rivisti due giorni dopo,in sala operatoria, e mentre l'anestesista stava industriandosi a trovare le mie vene (ritrose a farsi evidenzare) per infilarmi le varie farfalle occorrenti per l'operazione,abbiamo avuto anche il tempo di scherzare e scambiarci delle battute sul fatto che lui fosse interista e quindi, visto che io sono juventino, avrebbe potuto tranquillamente lasciarmi direttamente nel mondo dei sogni per sempre... "uno in meno!!!".
Grazie "di Cuore".

sabato 14 febbraio 2009

Solo il Cuore potrebbe sapere


Un duetto tra Dan Fogelberg ed Emmylou Harris ,forse il più bello tra quelli che la Lady ha disseminato nel corso della sua carriera sia nei suoi album che nelle ospitate. Ho iniziato ad amare Emmy durante l'ascolto di Desire di Bob Dylan. Non era facile stare dietro al cantato di Bob. Nel passato solo Joan è riuscita a cantarci decentemente assieme.In Desire, però c'è un amalgama perfetto, grazie alla discrezione della Harris, alcune canzoni diventano delle vere e proprie simbiosi canore, tale è la compartecipazione della singer. Mi rimarrà per sempre impresso il refrain di Joey in cui la sua diventa la voce dell'anima di Bob, sofferta, condivisa, straziata. Da allora ho iniziato, con "Luxury liner", ancora in cassetta, (colpo di grazia per innamorarmi delle sue song e di lei, così dolce e romantica riprodotta sulla copertina) e poi con tutti i suoi lavori in vinile, andando a recuperare anche quelli più vecchi e tra questi il leggendario "Glinding Bird", a seguirla fino ai cd e dvd dei giorni nostri.
Ma il mio post prende solo lo spunto da questa canzone non per parlare di Emmylou, ma per parlare del mio cuore...
Tra una settimana effettuerò una coronografia per constatare di quanto le mie coronarie siano occluse e poi di seguito i rimedi del caso, che potrebbero pure portare ad un by-pass.Per arrivare ad ottenere ciò, però, quante reticenze ho trovato nel campo medico. E tutto ciò mi ha portato a delle amare conclusioni sul ruolo che i dottori rivestono nel nostro quotidiano. A partire dal medico di base che ormai è diventato solo un passacarte e non ha più neanche il tempo da dedicarti per approfondire le situazioni e stare ad ASCOLTARTI e cercare di capire anche quello che magari uno ha reticenze a proferire, poichè sono pressati dalla fila delle persone che attendono dopo di te... Per continuare con gli specialisti che si limitano a redigere la loro cartella senza degnarsi di instaurare un rapporto umano col paziente. E così ti ritrovi solo, ti guardi intorno e ti chiedi dove sia finito il sacro fuoco che animava i primi medici che col giuramento di Ippocrate vincolante iniziavano la professione quasi come una missione. Non tutti, chiaramente sono così disumanizzati, poichè più si sale verso le gerarchie mediche, più si trovano animi nobili che antepongono la tua persona al fatturato ed all'"efficenza" del reparto e della struttura sanitaria.
Un bell'esempio ce l'ho in mio nipote, il cui animo è gia naturalmente predisposto all'ascolto e per cui mette nel suo operare tuttà l'umanità che questa condizione di spirito comporta.
Un altro esempio ce l'abbiamo nei lettori delle nostre esternazioni. Fausto Leali, con i commenti nel suo blog ci fa capire quanta attenzione e considerazione ed amore nutre nei confronti dei suoi pazienti: già, ma lui è un cardiologo e sa cosa il cuore può sapere...
Il mio blog si fermerà per un pò.... Ritornerò più determinato di prima.

giovedì 8 gennaio 2009

Quante cose in comune...

QUI il video di Paolini
Ho avuto la fortuna, eh sì, la fortuna, di vedere ,il primo giorno dell'anno alla sera, lo spettacolo che Paolini ha presentato su LA 7 . Stavo zappeggiando tra le varie proposte serali delle principali televisioni senza trovare nulla che mi convincesse a continuare a rimanervi sintonizzato, quando, finalmente , da ultima (e non bisognerebbe mai davvero lasciarla per ultima...)la mia scelta è arrivata a visualizzare LA 7 e con mia grande eccitazione ho scoperto che lo spettacolo di Paolini stava iniziando proprio allora e mi sono dato dello scemo, perchè avevo letto da qualche parte che era stato programmato per il primo giorno dell'anno e mi ero ripromesso di vederlo. Poi, causa i residui annebbianti dovuti alle ore piccole della sera precedente, me ne ero completamente dimenticato...
Quindi , fortuna che ho zappeggiato...

Fenomenale!!!
Sono rimasto incollato al video fino a mezzanotte, quasi, senza che nessuna interruzione pubblicitaria rompesse l'incantesimo che si era creato con il mattatore.
Ed ho pensato:" ma allora si possono ancora fare serate senza che ad ogni piè sospinto venga bombardato da spot di ogni tipo... grazie LA 7..."
Alla fine mi sono detto "Accidenti , ma questi racconti sono proprio ciò che vorrei (con i miei ricordi) pubblicare nel mio blog..., Paolini, con la sua recita affascinante e partecipata mi ha illustrato il suo mondo di infanzia quasi come se lo avessi vissuto in prima persona, e quanti aneddoti avevano delle parti che potevano benissimo essere le stesse che ho vissuto io!"

Così, ho cercato nel sito dell'emittente se per caso ci fossero filmati riguardanti lo spettacolo, ed ho trovato questo estratto di 10 minuti che spero, mi rimarranno salvati in eterno nel mio blog. E' solo una piccola parte della recita e non rende neanche del tutto la bellezza dell'intero spettacolo.

Spero che al più presto ne esca una versione in Dvd perchè ne vale veramente la pena.

martedì 6 gennaio 2009

Ritorno alle origini





Mi sono reso conto che non posso celare oltre il significato del titolo del mio blog, anche se confesso che mantenere un'aura di indecifrabilità e di mistero riguardo a ciò mi alletta tuttora. Ma tant'è...
Ormai la foto potrebbe gia avervi reinderizzati ad un significato dialettesco.
"Sciscion" ha origini più lombarde che piemontesi e sta per succhiotto da neonato o biberon.
Ebbene, posso dire che, sebbene in parte i contenuti del mio blog potrebbero toccare argomenti che ,anche se metaforicamente, possono avere riferimenti ad un ritorno all'innocenza poppatoria dei primi mesi di vita,
questo non è il primo significato al quale ho pensato quando ho individuato il mio titolo...
Ed allora?






Allora, osservate la foto sopra riprodotta.

Datata intorno all'anno 1941, anche se non ne sono del tutto sicuro, raffigura un momento di vita di colonia del tempo in cui "vestivamo alla marinara". Vigilati da maestre ed assistenti uomini, i ragazzi del nostro paese venivano accompagnati alla valle, sotto la collina dove si adagiavano le case , la chiesa ed il castello raccolte su un sottile crinale di cresta che dalla parte opposta spaziava sulla città sottostante. In questa valle scorreva un torrente, non molto ampio, anzi in alcuni tratti sembrava più un ruscello, ma che era sufficiente per andare a tuffarsi o per lo meno bagnarsi... Il Sizzone.

In dialetto "Al Sciscion", come lo chiamavo io . E sì, perchè non è detto che altri lo nominassero in modo leggermente diverso : potenza del nostro idioma che permetteva a chiunque di storpiarsi le parole a proprio uso e consumo! Ad esempio mi ricordo di mio padre che lo chiamava Al Scion.

Tipica una sua frase che soleva ripetere quando doveva indicare qualsiasi cosa che non meritava di essere presa in considerazione o che non valeva niente :" Và a butala in dal Scion", in pratica vai a buttarla via, "vai a buttarla nel Sizzone".

Al Sciscion, mito della mia infanzia e delle mie selvagge scorribande presso le sue rive , se non addirittura dentro il suo greto.

Al Sciscion,dove le donne andavano a lavare i panni portandosi appresso una specie di inginocchiatoio con un asse davanti che permetteva, curvate su di esso, di insaponare, strofinare,sbattere, strizzare tutte le cose che non meritavano il bucato nella tinozza. E l'acqua del torrente, linda e pulita, si incaricava di far tornare fragranti gli indumenti che indossavamo.

Al Sciscion, presso le cui lanche (anse e rientranze che permettevano all'acqua di formare delle pozze più larghe e profonde del resto del corso) ci ritrovavamo nei pomeriggi d'estate a giocare con gli amici e a prendere confidenza con gli elementi del nuoto... Ci gasavamo di essere riusciti ad imparare a nuotare... in un metro di profondità.

Al Sciscion che ci permetteva anche di passare lunghe mattinate con in mano una canna da pesca(naturalmente costruita in casa, con una canna di bambù e del filo di setola alla cui estremità legavamo l'amo:unico elemento che dovevamo comprare ) a cercare di riempire il cestinello di vimini ,che portavamo appresso , con non delle trote (quelle verranno negli anni più recenti quando un gruppo di appassionati le disseminò in vari tratti del corso) ma con pesciolini di vario tipo e dimensioni. Eravamo fortunati se pescavamo dei "varui" varoni che erano già belli consistenti (una ventina di centimetri), un pò meno, da parte mia, se pescavo un "pes taston", un pesce testone, che era sì bello consistente, ma brutto e con una testa ripugnante e orrorifica che mi impauriva, quasi fosse il risultato di una mutazione genetica.La maggior parte delle volte lo ributtavo in acqua quasi subito...

Al Sciscion, che vide intorno agli anni settanta, vicino alle sue rive, riversarsi quasi tutta la popolazione del paese ad organizzare feste nelle domeniche di luglio ed agosto, alle quali partecipavano innumerevoli persone .

Al Sciscion che ha alternato stagioni di gloria ad altre di oblio e che ora è caduto completamente in disgrazia, abbandonato da tutto e da tutti. Non si vede più nessun ragazzino correre presso le sue rive, avvicinarsi alla sua acqua, ormai anch'essa "vecchia e decrepita", senza vita, brutta da vedere, inquinata, forse.

Al Sciscion : simbolo di libertà, di natura incontaminata, di ricordi, di giovinezza, di infanzia ed innocenza.Custode delle cose belle e dei ricordi.

Ecco quello che questo blog vorrebbe essere per me.