Vergano

sabato 10 gennaio 2009

I miei primi cento nastri 3

E TU



E Tu...
Oh Merilù
E Me Lo Chiami Amore
Ad Agordo E' Così
Ninna Nanna Nanna Ninna
Chissà Se Mi Pensi
A Modo Mio
Il Mattino Si E' Svegliato
Quanta Strada Da Fare
Canto

Probabilmente scandalizzerò i miei amici dei blog preferiti, con questo post. Baglioni, per chi segue Dylan, Springsteen e compagnia bella, non è certo un bell'accompagnamento ...ma cercherò di motivare e spiegare il perchè di tale scelta. Anche se negli anni ho acquistato, prima tutte le cassette, poi i dischi , poi i cd ed infine qualche dvd della discografia di Baglioni, (ed ora si parla pure di Blue ray disc) mostrandomi quindi recidivo e perseverante, debbo dire che la scoperta della musica che preferisco oggi è arrivata pìù avanti nel tempo e nel 1974 ero ancora legato ai miti adolescenziali di allora e la mia cultura musicale era formata dalla radio (RAI) Televisione e Sorrisi e Canzoni...Perciò non dovrete meravigliarvi se all'interno di questa mia lista di cento nastri troverete i più svariati generi musicali ,anche in antitesi tra loro,perchè ero in fase evolutiva e di formazione e si sà che in queste condizioni si sperimenta ogni tipo di proposta e a secondo dei gusti, delle situazioni,delle sensazioni ci si avvicinerà in futuro ad un genere piuttosto che un altro.
Ma nel giro di un anno, durante il quale sono riuscito ad acquistare tutti i miei primi cento nastri....,le mie preferenze ed i miei ascolti si allargheranno a dismisura, aiutato in ciò anche dalla lettura e dal collezionamento della rivista musicale Ciao 2001, unica alternativa allora per conoscere altro che non fosse propinato dai soliti media.
Ma torniamo ad E tu.
L'estate di quell'anno decidemmo di fare le ferie in tenda segliendo giorno per giorno la destinazione, con l'unico obiettivo di arrivare a Lignano Sabbiadoro e una tappa intermedia presso Montebelluna dai parenti di un nostro amico che partecipava alla vacanza. Eravamo in tre, a bordo di una A112 dotata, udite udite, di un mangianastri da macchina. Per tutta la durata delle vacanze, il nastro di Baglioni, in alternativa al Venditti di Quando verrà Natale, ci accompagnò nei nostri trasferimenti in macchina. I nastri erano proprietà di Geo,che era anche il conducente.Al ritorno dalle vacanze, mi fiondai al negozio di dischi per acquistarlo a 4.500 lire.


Volto sfatto dopo la prima notte in tenda, nella valle prima di Merano


Il mattino si è svegliato

e disteso s'è contro il cielo

Mentre il prato si è spostato già

a uno spicchio di sole più in là

Ed un passero tutto intento

a brucar qua e là tra il frumento

E la nebbia lenta sale su

e lo stagno non dorme già più.......

............Il primo giorno di trasferimento ci aveva visti percorrere le strade del lago di Como su su verso Bormio e poi risalire lo Stelvio dove abbiamo trovato sulle piste estive da sci un gruppo di nostri amici del paese (mooolto più avanti di noi in fatto di possibilità sia economiche che organizzative...) che avevano deciso di passarvi una settimana bianca . Noi eravamo diretti verso Brunico, dove avremmo incontrato un amico comune che lì stava svolgendo il servizio militare da alpino, e dovemmo cercare, ormai al crepuscolo, un posto dove attendarci ed optammo per un pratone isolato prima di Merano. Quale buongiorno migliore se non quello di Baglioni che ci annunciava che il mattino si era svegliato ?!?


Scarpette leggere e Jeans, più dei giubbotti "cittadini" portati appresso "non si sa mai, metti caso che" , nei pressi dello Stelvio. Giustificati: eravamo diretti al mare!

Io nella vita ho fatto un pò di tutto

non so se ho fatto poco oppure tanto

non sono stato un santo e questo lo sa pure Dio

lo sa pure Dio...

Ho camminato con la pioggia e il vento

ho riso e qualche volta ho pianto

e cento e mille volte son rimasto solo io

e me la son cavata sempre a modo mio...

A modo mio..........

Attendaggio per la seconda notte, con la mitica A 112 vicina vicina...

Il secondo giorno ci siamo diretti a Brunico a visitare il nostro amico alpino col quale siamo andati al lago di Braies,(http://www.altapusteria.com/natura/val-fiscalina.asp : visitatelo, è ricco di utili informazioni) incantevole angolo di paesaggio preDolomitico, e poi, dopo averlo riaccompagnato in caserma, noi abbiamo risalito la valle che da Prato Piazza ci avrebbe poi permesso di scendere verso Misurina che era una meta che ci eravamo prefissati quando avevamo deciso di passare dalla Val Pusteria.

La strada che portava verso il valico era abbastanza tortuosa, stretta ed anche un pò disagevole e pure pochissimo frequentata, almeno allora... Impiegammo abbastanza tempo a risalire la valle ed ormai le prime ombre della sera cominciavano a scendere per cui decidemmo di mettere le tende proprio in cima a Prato Piazza nei pressi dei ruderi di quella costruzione che si vede in foto.

In occasione della stesura di questo post, ho fatto ricerche in internet per cercare di trovare fotografie riguardanti la costruzione presso la quale abbiamo pernottato. Con mia grande sorpresa ho trovato si immagini riguardanti il forte difensivo, costruito in occasione della prima guerra mondiale, ma mi sembrano talmente diverse dai ruderi della mia foto che mi è sorto il dubbio che non sia proprio la stessa cosa. Però può essere che col tempo sia stato parzialmente ristrutturato, ma mi pare poco probabile. Se i due lettori che leggono queste righe hanno per caso qualche notizia riguardante questa costruzione (della mia foto) nei pressi del valico di Prato Piazza, mi farebbe veramente piacere se mi aiutassero a capire dove cavolo abbiamo messo le tende quella notte... Di certo c'è che l'edificio che affianca il rudere, nella seconda foto, quando passammo noi, non esisteva.



Il giorno successivo lo abbiamo impiegato a visitare il lago di Misurina ed i paraggi, per poi, nel pomeriggio dirigerci verso il Montello dove, presso Montebelluna , siamo stati accolti, rifocillati, ed ospitati per la notte, dopo una doccia ristoratrice, presso gli zii del nostro amico.
Salendo da Misurina



Nel scendere verso la pianura siamo passati anche da...


Ad Agordo è così,ad Agordo è così...

Magari un bel falò

per riscaldarsi un pò

c'è Emma che non vuole e dice no..

Allora su alla "Stua"

un ballo e si va via

e mentre ritorniamo io...

Mi volto ancora per veder

quella manciata di stelle sull'Agner

potrei dormire qui

ad Agordo è così, ad Agordo è così


E poi via, via verso Lignano Sabbiadoro, con sempre Baglioni nelle nostre orecchie e noi con lui a cantare a squarciagola..


Ma purtroppo, quell'anno nei campeggi di Lignano Sabbiadoro, o per lo meno in quelli che siamo riusciti a trovare noi, non c'era più nessun buco per ospitarci.


Quella notte l'abbiamo trascorsa in uno squallido alberghetto dell'entroterra dove eravamo arrivati al calar della notte, alla ricerca di alternative.


Il giorno successivo abbiamo ricercato altre possibili località dove accamparci ed infine trovammo un posto in un campeggio di Caorle dove abbiamo poi trascorso in relax un'altra settimana delle nostre ferie.









Occorre ricordare che questo lavoro di Baglioni ha avuto come arrangiatore il mitico Vangelis, che a quel tempo era alle prime armi ed aveva lo studio di registrazione in quel di Parigi. In effetti tutto l'album riecheggia le atmosfere con le quali il greco, già componente degli Aphrodite's child, impronterà le sue future opere soliste per poi elaborare e ampliare i suoi lavori prima di arrivare a darci il capolavoro del soundtrack di Blade runner. Canto è la summa del Vangelis di allora.


Ed infine, un omaggio all'estro artistico di mio nipote, nato quando questo disco veniva inciso.

Credo di averlo influenzato nelle sue scelte musicali. Da giovanissimo è rimasto affascinato dal candore delle musiche e delle liriche di Baglioni, tanto da dedicargli per la cassetta registrata dal mio originale questo piccolo (proprio come dimensioni:lo stesso formato delle copertine dei nastri) capolavoro di certosina pazienza e delicatezza manuale che era un collage del primo album di Claudio e di E tu. Era veramente un artista in pectore... ma diventerà un apprezzatissimo medico.

giovedì 8 gennaio 2009

Quante cose in comune...

QUI il video di Paolini
Ho avuto la fortuna, eh sì, la fortuna, di vedere ,il primo giorno dell'anno alla sera, lo spettacolo che Paolini ha presentato su LA 7 . Stavo zappeggiando tra le varie proposte serali delle principali televisioni senza trovare nulla che mi convincesse a continuare a rimanervi sintonizzato, quando, finalmente , da ultima (e non bisognerebbe mai davvero lasciarla per ultima...)la mia scelta è arrivata a visualizzare LA 7 e con mia grande eccitazione ho scoperto che lo spettacolo di Paolini stava iniziando proprio allora e mi sono dato dello scemo, perchè avevo letto da qualche parte che era stato programmato per il primo giorno dell'anno e mi ero ripromesso di vederlo. Poi, causa i residui annebbianti dovuti alle ore piccole della sera precedente, me ne ero completamente dimenticato...
Quindi , fortuna che ho zappeggiato...

Fenomenale!!!
Sono rimasto incollato al video fino a mezzanotte, quasi, senza che nessuna interruzione pubblicitaria rompesse l'incantesimo che si era creato con il mattatore.
Ed ho pensato:" ma allora si possono ancora fare serate senza che ad ogni piè sospinto venga bombardato da spot di ogni tipo... grazie LA 7..."
Alla fine mi sono detto "Accidenti , ma questi racconti sono proprio ciò che vorrei (con i miei ricordi) pubblicare nel mio blog..., Paolini, con la sua recita affascinante e partecipata mi ha illustrato il suo mondo di infanzia quasi come se lo avessi vissuto in prima persona, e quanti aneddoti avevano delle parti che potevano benissimo essere le stesse che ho vissuto io!"

Così, ho cercato nel sito dell'emittente se per caso ci fossero filmati riguardanti lo spettacolo, ed ho trovato questo estratto di 10 minuti che spero, mi rimarranno salvati in eterno nel mio blog. E' solo una piccola parte della recita e non rende neanche del tutto la bellezza dell'intero spettacolo.

Spero che al più presto ne esca una versione in Dvd perchè ne vale veramente la pena.

martedì 6 gennaio 2009

Ritorno alle origini





Mi sono reso conto che non posso celare oltre il significato del titolo del mio blog, anche se confesso che mantenere un'aura di indecifrabilità e di mistero riguardo a ciò mi alletta tuttora. Ma tant'è...
Ormai la foto potrebbe gia avervi reinderizzati ad un significato dialettesco.
"Sciscion" ha origini più lombarde che piemontesi e sta per succhiotto da neonato o biberon.
Ebbene, posso dire che, sebbene in parte i contenuti del mio blog potrebbero toccare argomenti che ,anche se metaforicamente, possono avere riferimenti ad un ritorno all'innocenza poppatoria dei primi mesi di vita,
questo non è il primo significato al quale ho pensato quando ho individuato il mio titolo...
Ed allora?






Allora, osservate la foto sopra riprodotta.

Datata intorno all'anno 1941, anche se non ne sono del tutto sicuro, raffigura un momento di vita di colonia del tempo in cui "vestivamo alla marinara". Vigilati da maestre ed assistenti uomini, i ragazzi del nostro paese venivano accompagnati alla valle, sotto la collina dove si adagiavano le case , la chiesa ed il castello raccolte su un sottile crinale di cresta che dalla parte opposta spaziava sulla città sottostante. In questa valle scorreva un torrente, non molto ampio, anzi in alcuni tratti sembrava più un ruscello, ma che era sufficiente per andare a tuffarsi o per lo meno bagnarsi... Il Sizzone.

In dialetto "Al Sciscion", come lo chiamavo io . E sì, perchè non è detto che altri lo nominassero in modo leggermente diverso : potenza del nostro idioma che permetteva a chiunque di storpiarsi le parole a proprio uso e consumo! Ad esempio mi ricordo di mio padre che lo chiamava Al Scion.

Tipica una sua frase che soleva ripetere quando doveva indicare qualsiasi cosa che non meritava di essere presa in considerazione o che non valeva niente :" Và a butala in dal Scion", in pratica vai a buttarla via, "vai a buttarla nel Sizzone".

Al Sciscion, mito della mia infanzia e delle mie selvagge scorribande presso le sue rive , se non addirittura dentro il suo greto.

Al Sciscion,dove le donne andavano a lavare i panni portandosi appresso una specie di inginocchiatoio con un asse davanti che permetteva, curvate su di esso, di insaponare, strofinare,sbattere, strizzare tutte le cose che non meritavano il bucato nella tinozza. E l'acqua del torrente, linda e pulita, si incaricava di far tornare fragranti gli indumenti che indossavamo.

Al Sciscion, presso le cui lanche (anse e rientranze che permettevano all'acqua di formare delle pozze più larghe e profonde del resto del corso) ci ritrovavamo nei pomeriggi d'estate a giocare con gli amici e a prendere confidenza con gli elementi del nuoto... Ci gasavamo di essere riusciti ad imparare a nuotare... in un metro di profondità.

Al Sciscion che ci permetteva anche di passare lunghe mattinate con in mano una canna da pesca(naturalmente costruita in casa, con una canna di bambù e del filo di setola alla cui estremità legavamo l'amo:unico elemento che dovevamo comprare ) a cercare di riempire il cestinello di vimini ,che portavamo appresso , con non delle trote (quelle verranno negli anni più recenti quando un gruppo di appassionati le disseminò in vari tratti del corso) ma con pesciolini di vario tipo e dimensioni. Eravamo fortunati se pescavamo dei "varui" varoni che erano già belli consistenti (una ventina di centimetri), un pò meno, da parte mia, se pescavo un "pes taston", un pesce testone, che era sì bello consistente, ma brutto e con una testa ripugnante e orrorifica che mi impauriva, quasi fosse il risultato di una mutazione genetica.La maggior parte delle volte lo ributtavo in acqua quasi subito...

Al Sciscion, che vide intorno agli anni settanta, vicino alle sue rive, riversarsi quasi tutta la popolazione del paese ad organizzare feste nelle domeniche di luglio ed agosto, alle quali partecipavano innumerevoli persone .

Al Sciscion che ha alternato stagioni di gloria ad altre di oblio e che ora è caduto completamente in disgrazia, abbandonato da tutto e da tutti. Non si vede più nessun ragazzino correre presso le sue rive, avvicinarsi alla sua acqua, ormai anch'essa "vecchia e decrepita", senza vita, brutta da vedere, inquinata, forse.

Al Sciscion : simbolo di libertà, di natura incontaminata, di ricordi, di giovinezza, di infanzia ed innocenza.Custode delle cose belle e dei ricordi.

Ecco quello che questo blog vorrebbe essere per me.

lunedì 5 gennaio 2009

I miei primi cento nastri 1 e 2

JESUS CHRIST SUPERSTAR



Lato uno
Overture – 5:26
Heaven on Their Minds – 4:22
What's the Buzz? – 2:30
Strange Things Mystifying – 1:50
Then We Are Decided – 2:32
Everything's Alright – 3:36
This Jesus Must Die – 3:45
Lato due
Hosanna – 2:32
Simon Zealotes – 4:28
Poor Jerusalem – 1:36
Pilate's Dream – 1:45
The Temple – 5:26
I Don't Know How to Love Him – 3:55
Damned for All Time / Blood Money – 4:37
Lato tre
The Last Supper – 7:12
Gethsemane (I Only Want to Say) – 5:39
The Arrest – 3:15
Peter's Denial – 1:26
Pilate & Christ – 2:57
King Herod Song – 3:13
Lato quattro
Could We Start Again, Please? – 2:44
Judas Death – 4:38
Trial Before Pilate – 6:47
Superstar – 3:56
Crucifixion – 2:40
John Nineteen: Forty-One – 2:20

Perchè tale scelta?

Semplicemente perchè dopo la visione del film in sala cinematografica eravamo (io ed i miei giovani amici di allora) rimasti entusiasti sia della qualità delle riprese con quelle zoommate che esaltavano la grandiosità delle location, sia della recitazione strepitosa degli attori, sia della resa sonora delle canzoni e della musica . Non avevamo mai assistito, noi provincialotti inesperti,ad un concerto di musica rock, per cui essere coinvolti da quel muro sonoro che si sprigionava in sala cinematografica, fu per noi un'esperienza indimenticabile.

Mi ricordo che andammo a rivedere il film per ben tre o quattro sere di fila, tanto ne eravamo rimasti sconvolti. C'era anche una spiegazione diversa per giustificare questa nostra scelta. La prima volta che lo vedemmo fummo un pò "distratti" dalle didascalie dei sottotitoli che dovemmo giocoforza leggere per capire il significato delle parole in quanto il nostro inglese scolastico non ci permetteva certamente di interpretarle . Quindi il rivedere il film dopo che avemmo imparato i contenuti delle canzoni, fu la scelta logica per assaporarne in pieno la simbiosi audio-visiva .



Delle canzoni del film, mi rimasero impresse quelle più melodiche, cantate da Yvonne Elliman che,oltre alla espressività recitativa sublime, possedeva anche una voce veramente suadente e armoniosa nonchè capace di esternare i sentimenti più profondi.

Ma, oltre quindi le più famose "I don't know to love him" e "Could we start again please", mi erano rimaste pure impresse "The last supper" incredibile performance canora di Ted Neeley che per certi versi si avvicinava ad un classico dei Deep Purple quale Child in time.

E poi quel drumming che accompagnava il conteggio delle frustate a Gesù scandito da Pilato...

Ma in generale, tutta la colonna sonora mi aveva entusiasmato, così il primo acquisto di una musicassetta (anzi due, poichè appunto il soundtrack era raccolto in due album) fu quasi obbligato, in quanto le mie possibilità di ascolto "private" (con la mia prima radiomangianastri di proprietà) coincisero con la visione del film.

A quel tempo, nella città in cui vivevo, esisteva un solo negozio che vendeva dischi e materiale musicale e non era neanche esclusivamente a ciò dedicato, poichè la maggior parte della merce che vi si poteva trovare consisteva di elettrodomestici di ogni tipo, a partire da lavatrici e frigoriferi e soprattutto televisori. Andare nell'angolino dedicato alla musica era comunque un momento rituale incredibile. Ci si poteva pure appropriare di un paio di cuffie ed ascoltare in anteprima il disco che interessava. E c'era pure una commessa esclusivamente dedita ai clienti interessati alla musica. Ben presto divenni una figura familiare nel negozio. Ho annotato il mio esborso in lire di quella prima visita : 17.000 ! Era già una cifra mica da poco... Oltre Jesus Christ, pagato 9.000 lire, comperai altri due nastri , che saranno ricordati nei prossimi post, a 4.000 lire l'uno.

domenica 4 gennaio 2009

I miei primi cento nastri




Ho iniziato la mia collezione di album musicali, con il formato delle cassette a nastro magnetico.



Se , durante gli anni sessanta, la mia principale fonte di ascolto era la radio , con qualche escursione nel mondo dei quarantacinque giri "rovinati" dentro quelle mitiche cassette di plastica che erano i mangiadischi, coi primi settanta, diventato indipendente economicamente con il primo lavoro, potei permettermi l'acquisto di una radio mangiacassette dentro la quale finirono pian piano una serie innumerevole di album musicali : era l'inizio di una passione possessiva che sarebbe poi continuata con gli Lp, con i Cd e con i Dvd fino ai giorni nostri, accompagnando i miei anni e la mia crescita fino ad arrivare a questa soglia della senilità.

E con il possesso,iniziò anche la mania della catalogazione di tutto ciò che andavo acquistando.
Oltre ai titoli delle opere, mi piaceva creare delle minischede sulle quali andavo ad incollare una minifoto della copertina del disco che ricavavo dalle classifiche che già al tempo il settimanale Sorrisi e Canzoni dedicava al mondo musicale, e riportavo tutti i dati che riuscivo a raggranellare, sfrugugliando tra riviste musicali. (Allora mia guida era Ciao 2001).
Oltre a ciò annotavo anche quanto avevo dovuto esborsare per ogni acquisto.
E periodicamente , mensilmente si può dire, andavo a redigere un resoconto delle mie uscite finanziarie e mi beavo nel vedere accrescere sempre più il valore della mia collezione...
Così, ancora oggi, andando a rovistare tra cartacce e scartoffie d'epoca che in parte sono uscite salve da vari repulisti periodici, riesco a stabilire la successione temporale reale delle mie conoscenze musicali.
E con questa serie di post che ho intitolato "I miei primi cento nastri" andrò ad illustrare ad uno ad uno gli album che cronologicamente entravano a far parte della mia collezione.

Ci provo anch'io


Giunto alla veneranda (si fa per dire...) età di sessantun'anni senza aver mai prima utilizzato il computer, dopo una frequentazione in internet di un paio di anni, mi accingo anch'io a ritagliarmi uno spazio nel web tentando di costruirmi un blog...

Sarà per me un'impresa non da poco, quella di districarmi tra le varie opzioni che mi vengono proposte, e mettere per iscritto "quattro" pensieri che mi va di condividere con chi avrà la pazienza di leggermi.

Ma intanto provo... e se non sarò contento del risultato, o cancellerò o mi eclisserò...