Vergano

martedì 14 aprile 2009

COLLAUDO CORONARIE

 

Gram Parsons ed i Flying Burrito Brothers con questa song ,portata al successo mondiale da Tom Jones, ad accompagnare i primi passi della ripresa ricordando nostalgicamente i luoghi che un tempo erano "più verdi".
(Ancora una volta sono dovuto intervenire con un video creato da me per ovviare all'inconveniente della cancellazione dell'account di quello che avevo precedentemente usato... Che delusione sto youtube,,,)











Prima camminata "post operatoria". 4-04-2009 Altipiano Cumiona

Partenza ore 13,52 Ritorno at home ore 16,51 Km. 7,5.........

Come prima uscita di "collaudo", accompagnato da Arnaldo ed Eugenio, partendo dalla nostra abitazione, ci siamo diretti seguendo la strada provinciale verso la vallata del Sciscion, superando il breve strappo in salita che porta verso Vergano.

Immagine scattata a febbraio del ponte sul Sizzone nella "mia"valle appena prima della svolta verso destra che porta in località Canuggioni e poi sulla salita della Cumiona.

Appena oltrepassato il ponte, prendiamo la strada a destra che porta in Casale Canuggioni, abbandonando la provinciale che prosegue verso Maggiora. Iniziamo quindi a salire verso la Cumiona (Cambiuna) a passo lento per favorire il mio recupero. Ci soffermiamo presso le ultime case dell'Urgiera per riprendere la chiesa di Vergano con relativo campanile nell'inquadratura vista da ovest.

Continuiamo sulla strada fatta asfaltare negli anni sessanta dalla Provincia grazie all'interessamento del consorzio di viticoltori che, numerosi, avevano i vigneti sul pianoro e che dovevano provvedere alla sua manutenzione (quando era ancora sterrata e consortile) per facilitare il transito dei numerosi carretti trainati dai buoi o dalle mucche che portavano i tini per la raccolta delle uve. Con l'asfaltatura del tratto in salita vennero facilitate le povere bestie che dovevano sobbarcarsi la dura fatica di tirare i baroiz ed i carott. Ed in seguito anche i trattori che pian piano andarono a sostituirle .

Quasi al termine della salita sorge una cappella restaurata in anni recenti dal gruppo Tre Casali B.C.M. (Baraggioni,Canuggioni,Motto Florio). Verso la fine degli anni 80 questi volontari erano attivissimi in diverse iniziative , una delle quali fu la pulizia dei fossi e degli sterpi che fiancheggiavano, appunto, la strada che portava alla Cumiona in quanto la mancata frequentazione ed il suo scarso utilizzo dovuto all'abbandono dei vigneti ne stavano segnando il degrado.Come testimonianza imperitura di tale iniziativa, fu restaurata la cappella ed ingentilita da una nuova pittura opera del compianto Giromini Marino, instancabile animatore, raffigurante la Madonna Assunta così come è riprodotta nella statua che è custodita e venerata nella Chiesa Parrocchiale di Vergano che viene portata in processione per le vie del paese il 15 di agosto.



1994 è l'anno in cui il "bancario" M.Giromini ha firmato questa sua bella opera frutto della sua smisurata passione per il disegno. Notevoli i due particolari sopra raffigurati che riproducono Vergano nella vista da Ovest dalla posizione più o meno che raggiungeremo noi oggi delle vigne del San Peru, e la chiesetta del vecchio cimitero di Vergano con sottostante la frazione di Santo Stefano.

Detto dell'opera meritoria di pulizia che il gruppo fece , non posso però non menzionare come l'inciviltà di certe persone riduce a pattumiera anche queste zone di verde da proteggere. Abbiamo incontrato strada facendo, ai bordi e nel pendio che digrada verso un ruscelletto sacchi di immondizia e rottami vari, tra cui dei televisori!!, che ci hanno fatto gridare allo scempio. E' mai possibile che, con il servizio raccolta rifiuti eccellente che il comune di Borgomanero offre, qualcuno si prenda la briga di caricarsi in macchina (eh sì, perchè bisogna arrivarci in macchina fin qui..) i suoi rifiuti e li trasporti nei boschi quando, con lo stesso consumo di benzina li potrebbe portare alla discarica comunale controllata dove vengono separati e smaltiti correttamente??? Poi se uno vuole essere pigro fino in fondo, non ha che lasciare i suoi scarti inutilizzabili davanti casa e telefonare agli addetti per farseli ritirare ....Non ho avuto il coraggio di documentare queste scempiaggini, perchè vorrei che il mio blog sia solamente un esempio bello di quello che la natura dovrebbe essere.

Oltre la curva dopo questa cappella, la salita finisce e finisce anche l'asfalto . Arriviamo ad un quadrivio ove sorge un'altra cappella fatta erigere per volere della famiglia Vercelli Santino e figli per loro divozione ristrutturata ancora dal gruppo BCM.
Cliccando sull'immagine, si può leggere Restaurata dal Gruppo Tre Casali Baraggioni Canuggioni Motto Florio luglio 1995

Di questa cappella ho un mio ricordo particolare in quanto la feci diventare tappa di una caccia al tesoro che avevo organizzato per la festa del paese a ferragosto quando ero ancora un baldo ed intraprendente giovane (anni 70...!) e mi impegnavo assai per mantenere viva la nostra comunità. Alla caccia al tesoro automobilistica (nel senso che si potevano usare le automobili per i trasferimenti e le ricerche dei luoghi) parteciparono almeno una dozzina di equipaggi formati da gruppi di quattro persone. Fu quindi un successo per la nostra manifestazione. A vincerla fu un gruppo di Maggiorini che si erano specializzati ed organizzati nel fare man bassa di tutte le competizioni simili che si svolgevano nei paesi limitrofi. Per arrivare a questa cappella avevo creato un rompicapo enigmistico la cui soluzione dava dei precisi riferimenti (oggi si direbbero spoiler, come Geocache insegna...) per individuare il luogo. Una volta giunti davanti alla cappella, i concorrenti avrebbero dovuto conteggiare il numero di perle facenti parte della corona che era al collo della Madonna...e riportarlo su un foglio da recapitare alla partenza: se la risposta era esatta, avrebbero avuto in dotazione la busta successiva per proseguire la caccia, altrimenti... indietro a ricontrollare! Vi assicuro che la cosa era abbastanza stressante, perchè mi ricordo che io stesso al momento del mio conteggio fatto in tutta tranquillità per determinarne il numero esatto, dovetti fare almeno una decina di verifiche : e non sempre concordavano... Provateci... ingrandendo l'immagine nella quale io sto proprio indicando a mio fratello la collana ( o rosario ?) in questione. (Anche se la pittura dopo oltre trent'anni può essere decaduta di qualità) Per aggiungere altre informazioni, posso ricordare i nomi dei santi raffigurati ai lati della pittura centrale. Ho fatto un pò di fatica a riconoscerli, ma , dall'alto in basso e da sinistra a destra, sono San Giovanni Battista, San Bernardo(un santo che nella zona del monte Fenera è ricordato spesso sia con cappelle che con luoghi), San Luigi, San Pietro. Sarebbe interessante capirne le ragioni della loro raffigurazione: certamente ci sarà un significato della loro presenza piuttosto che di quella di altri santi . Lascio ad eventuali lettori Borgomaneresi una possibile spiegazione se per caso dovessero esserne in possesso.
Prima di continuare la nostra passeggiata, ammiriamo ancora una volta il bel lavoro di abbellimento fatto dal gruppo Tre Casali, con la posa del pavimento e l'aggiunta dei sassi .

Oggi noi abbiamo optato per la strada che porta alla zona denominata San Pietro, il punto più alto di questa parte della Cumiona, mentre altre direzioni possibili erano, come potete osservare dalla cartina allegata all'inizio, a destra verso l'Urdinera e la cava di argilla e poi più avanti verso la Soliva ed il parco del monte Fenera; a destra e poi ancora a destra verso la zona del Montalto , dei Nivei e degli ex vigneti dei Verganesi; a sinistra verso la Varzaiga e l'estremità sud della Cumiona. Naturalmente davanti a noi, in direzione ovest, verso San Perù, la zona dove erano dislocate la maggior parte delle vigne degli abitanti di Santo Stefano.

Arriviamo proprio alla Chiesa di San Peru che, probabilmente, in passato era utilizzata anche come cappella devozionale, ma ormai è diventata una costruzione in parte abbandonata ed in parte usata da qualche proprietario viciniore .

Mentre l'interno è desolantemente abbandonato e rimane solo una piccola acquasantiera a muro a testimoniare l'uso religioso della costruzione, la facciata è mantenuta in ottimo stato e fa bello spicco la raffigurazione di San Pietro con in mano le chiavi del Paradiso, opera di tale G. Albergante. Di difficile interpretazione l'altra figura, che io provo a identificare con la Madonna nel momento della sua ascesa in Cielo, anche se a ben vedere potrebbere essere addirittura l'Ascensione di Gesù. Ma....

Proseguiamo ora verso una zona dove sono mantenuti in vita alcuni vigneti che a detta di Arnaldo che ne conosce gli abitanti sono proprietà di gente di Santo Stefano. Saliamo verso la massima sommità di questa zona e da qui possiamo ammirare, anche se la giornata è abbastanza grigia, la panoramica verso Est che svela la cupola della Chiesa ed il Castello di Vergano in primo piano e poi in lontananza le colline ,oltre la pianura dell'Agogna dove sorge Borgomanero, con Maggiate a Nord e più a sud Santa Cristina.

E' l'ora di rientrare e,puntando decisamente a sud, percorriamo tutta l'estensione dell'altipiano della Cumiona che degrada poi verso la valle del Sizzone di Maggiora. Sbuchiamo proprio nei pressi delle abitazioni del Manghich, personaggio conosciuto sia da Arnaldo ed Eugenio. E lo troviamo proprio che sta uscendo da casa. Ci soffermiamo a parlare con lui per almno un quarto d'ora ed otteniamo anche delle notizie riguardanti l'azienda vinicola che il figlio ha aperto producendo vino DOCG di Boca, con la possibilità di venire a casa sua ad acquistare il vino o sfuso oppure in bottiglia dopo invecchiamento di tre anni.
Ci siamo ricongiunti con la provinciale che porta verso Maggiora e siamo proprio vicino alla curva del Rogiu da dove inizia la salita . Noi ci dirigiamo in senso opposto e risalendo la collina del Casin ci riportiamo nella valle del Sizzone di Vergano da dove ripercorrendo la strada dell'andata ritorniamo verso casa.
E' stata una lunga,come tempo, camminata e forse anche un pò esagerata per le mie possibilità attuali. I medici mi avevano sì raccomandato belle passeggiate, ma in pianura. Forse oggi con le mie prime "asperità" ho già effettuato un collaudo abbastanza severo, dal risultato tutto sommato positivo.

martedì 31 marzo 2009

Paese mio che stai sulla collina




Per accompagnare questo post, non me ne vogliano i miei seguaci di blog, ho necessariamente scelto la canzone che sin dalle prime parole più si avvicina alle immagini che inserirò. Che sarà, nella versione di Josè Feliciano, è stato comunque un motivo che nella mia giovinezza passava tante volte nella testa ed affiorava sulle labbra per canticchiarlo e ci ha fatto conoscere ,nonostante quella più ricordata e tramandata dei Ricchi e Poveri con in organico ancora la bella Marina Occhiena, il cantautore cieco Portoricano.
Cliccate sopra la stupenda immagine aerea che riprende il mio paese per ammirarne la bellezza.Il castello. la vecchia chiesa e quella nuova costruita nel 1939, le scuole e l'asilo, sono il cuore dove la nostra comunità trovava il naturale luogo di incontro e intorno ai quali si vivevano intensi rapporti di relazioni sociali. Via Castello, Via Ruga, Via Pizzo le "contrade" principali ove risiedeva la maggior parte della popolazione, ma la parrocchia si allungava ancora a Nord sul dorso collinare con le vie Santa Marta e via Piovino, mentre scendendo a sud ci si dirigeva verso la valle del Sciscion dove sorgevano i cascinali di Motto Florio (comunque sotto la giurisdizione parrocchiale di Santo Stefano) Baraggioni (dove sono nato e sono cresciuto io) e Canuggioni.
Per capire dove avesse il suo corso il torrente del Sciscion, osservate bene la foto e vi troverete una evidente macchia verde,in alto a destra. Quelli erano i prati che ne fiancheggiavano il percorso ,nascosto dalle piante che rigogliose nascevano sulle sue rive. Dietro il campanile e la cupola della nuova chiesa,si ammira la zona ,ormai quasi selvaggia ora, dove un tempo i nostri paesani coltivavano la vigna. Tutto quel pianoro che ora si osserva invaso dalla vegetazione e dai boschi, era un'incredibile estensione viticola dove ogni famiglia aveva ,chi più chi meno in base all'attività che comunque svolgeva, un appezzamento di terreno dal quale ricavava per lo meno il raccolto per un intero anno di vino da "pasto". Sotto la chiesa, verso ovest,a dividere la zona del pianoro della Cumiona che si estende ora verso la recente istituzione del Parco del Fenera, scorre il mio beneamato torrente che dirigendosi a sud lambirà la mia casa paterna e continuerà nella valle che verso Fugnano si allargherà per andare ad incontrare un altro Sciscion, quello di Maggiora, nei pressi della Colonia Solare di Borgomanero degli anni sessanta, la cui costruzione ormai sta crollando dopo la dipartita degli ultimi custodi e l'incuria subentrata da parte del comune.


Due stupende immagini del mio paese che "sta sulla collina disteso come un vecchio addormentato". La prima credo che risalga ai primi anni del 1900 e si può vedere che ancora la nuova Chiesa non esisteva e dà l'impressione di essere un luogo quasi isolato. Infatti in quegli anni Vergano (così si chiama e lo nomino per la prima volta...) era un comune autonomo e non aveva ancora una unità di collegamenti come invece è ai giorni nostri con la città di Borgomanero dopo il boom edilizio degli anni 60-70 che in pratica ha permesso la congiunzione di tutte le frazioni con il capoluogo.
Dietro la nostra collina, campeggia maestoso il Monte Rosa. La differente prospettiva nelle due immagini, è dovuta al fatto che la prima è ripresa dalla pianura dell'Agogna dove sorge Borgomanero, mentre la seconda è stata fotografata dalle colline ad oriente dove è situata l'altra frazione di Santa Cristina "dirimpettaia" di Vergano.

Lascio con nostalgia la pagina di questo post , poichè sono tanti i ricordi che mi assalgono nel guardare ed ammirare i luoghi dove è trascorsa la mia vita. Se ad un estraneo lettore rimane impressa la globalità e l'insieme delle foto, oltre le quali non può ricavare impressioni che non vadano oltre l'estetica e la bellezza del luogo, a me, ogni piccolo particolare riporta alla mente situazioni, avvenimenti, gioie, dolori, tutta la mia vita all'interno di quelle immagini.
Nei prossimi "ricordi" non potrò non fare a meno della visione di quel "paese mio che sta sulla collina".

sabato 28 marzo 2009

CUORE D'ORO


Sono ritornato!

Ed ho scoperto di avere un cuore d'oro...

Con la magnifica song ed interpretazione di Neil del 1971 che mi fa da sottofondo,do il ben ritrovato a chi mi leggerà dopo la pausa forzata durante la quale mi sono sottoposto ad una necessaria "manutenzione" del mio sistema coronarico.Lo scellerato vizio del fumo, che mi ha accompagnato per oltre quarant'anni ed ho sconfitto solamente quattro anni fa, aveva ridotto fino al 75% la capacità di irroramento sanguigno del mio muscolo vitale. Così si è reso necessario bypassare quattro derivazioni coronariche per ritornare ad avere il giusto rifornimento sanguigno per alimentare il mio cuore. Che, grazie a Dio, si è rivelato ancora integro e sano: un cuore d'oro.

Ad un mese di distanza dall'intervento, sto pian piano recuperando e grazie agli esercizi ginnici ed al moto giornaliero sulla cyclette e, quando il tempo migliorerà, alle passeggiate,ritornerò, spero presto, alla quotidiana normalità con un'efficienza fisica ripristinata e forse potenziata. Questo mio post di ritorno, oltre a voler essere un monito ai fumatori per dissuaderli da un vizio innaturale, è essenzialmente un ringraziamento all'equipe chirurgica, guidata dal primario Prof. Diena, della clinica San Gaudenzio di Novara presso la quale sono stato ricoverato ed operato.
Il primo sulla destra è proprio il Primario, Prof. Diena. Fin dal primo giorno di ricovero,dopo l'esito della coronografia che mi vincolava ineluttabilmente all'intervento, ho potuto apprezzarne la grande signorilità ed ammirare la sua carica umana . Venuto a farmi visita in camera, mi ha subito illustrato in modo eloquente e convincente la moderna tecnica che nella sua clinica si usa già da diversi anni per quanto riguarda l'utilizzo delle vene mammarie piuttosto che della vena safena della gamba, come parte di ricambio nel bypass. Debbo confessare che questa anticipazione fattami, mi ha subito messo di ottimo umore, poichè il solo pensiero di non avere la gamba squartata per il prelievo della vena era una notizia beneaugurante. Con il suo modo di fare, semplice e gioviale, con la sua innata simpatia ed il suo tratto giovanile, con la sua barba incolta a ricordarmi l'aspetto di un giovane De Gregori, ma soprattutto con la sua tempestiva solitaria visita, a distanza di un paio d'ore dal ritorno dalla coronografia, mi aveva confortato più di ogni altra possibile situazione. Ci saremmo rivisti due giorni dopo,in sala operatoria, e mentre l'anestesista stava industriandosi a trovare le mie vene (ritrose a farsi evidenzare) per infilarmi le varie farfalle occorrenti per l'operazione,abbiamo avuto anche il tempo di scherzare e scambiarci delle battute sul fatto che lui fosse interista e quindi, visto che io sono juventino, avrebbe potuto tranquillamente lasciarmi direttamente nel mondo dei sogni per sempre... "uno in meno!!!".
Grazie "di Cuore".

sabato 14 febbraio 2009

Solo il Cuore potrebbe sapere


Un duetto tra Dan Fogelberg ed Emmylou Harris ,forse il più bello tra quelli che la Lady ha disseminato nel corso della sua carriera sia nei suoi album che nelle ospitate. Ho iniziato ad amare Emmy durante l'ascolto di Desire di Bob Dylan. Non era facile stare dietro al cantato di Bob. Nel passato solo Joan è riuscita a cantarci decentemente assieme.In Desire, però c'è un amalgama perfetto, grazie alla discrezione della Harris, alcune canzoni diventano delle vere e proprie simbiosi canore, tale è la compartecipazione della singer. Mi rimarrà per sempre impresso il refrain di Joey in cui la sua diventa la voce dell'anima di Bob, sofferta, condivisa, straziata. Da allora ho iniziato, con "Luxury liner", ancora in cassetta, (colpo di grazia per innamorarmi delle sue song e di lei, così dolce e romantica riprodotta sulla copertina) e poi con tutti i suoi lavori in vinile, andando a recuperare anche quelli più vecchi e tra questi il leggendario "Glinding Bird", a seguirla fino ai cd e dvd dei giorni nostri.
Ma il mio post prende solo lo spunto da questa canzone non per parlare di Emmylou, ma per parlare del mio cuore...
Tra una settimana effettuerò una coronografia per constatare di quanto le mie coronarie siano occluse e poi di seguito i rimedi del caso, che potrebbero pure portare ad un by-pass.Per arrivare ad ottenere ciò, però, quante reticenze ho trovato nel campo medico. E tutto ciò mi ha portato a delle amare conclusioni sul ruolo che i dottori rivestono nel nostro quotidiano. A partire dal medico di base che ormai è diventato solo un passacarte e non ha più neanche il tempo da dedicarti per approfondire le situazioni e stare ad ASCOLTARTI e cercare di capire anche quello che magari uno ha reticenze a proferire, poichè sono pressati dalla fila delle persone che attendono dopo di te... Per continuare con gli specialisti che si limitano a redigere la loro cartella senza degnarsi di instaurare un rapporto umano col paziente. E così ti ritrovi solo, ti guardi intorno e ti chiedi dove sia finito il sacro fuoco che animava i primi medici che col giuramento di Ippocrate vincolante iniziavano la professione quasi come una missione. Non tutti, chiaramente sono così disumanizzati, poichè più si sale verso le gerarchie mediche, più si trovano animi nobili che antepongono la tua persona al fatturato ed all'"efficenza" del reparto e della struttura sanitaria.
Un bell'esempio ce l'ho in mio nipote, il cui animo è gia naturalmente predisposto all'ascolto e per cui mette nel suo operare tuttà l'umanità che questa condizione di spirito comporta.
Un altro esempio ce l'abbiamo nei lettori delle nostre esternazioni. Fausto Leali, con i commenti nel suo blog ci fa capire quanta attenzione e considerazione ed amore nutre nei confronti dei suoi pazienti: già, ma lui è un cardiologo e sa cosa il cuore può sapere...
Il mio blog si fermerà per un pò.... Ritornerò più determinato di prima.

giovedì 12 febbraio 2009

Walk on...Cammina... e





Passeggiata di sgranchimento con Arnaldo ed Eugenio 9/02/2009


Cascine di Santa Cristina

Vedendo il grafico, sembrerebbe che abbiamo affrontato una tappa dolomitica del giro d'Italia...In realtà, osservando le altimetrie e la distanza si comprende come una sballata impostazione del GPS possa fare apparire una cima da conquistare una semplice scalinata di accesso ad una chiesetta. Il picco centrale è riferito a questa "scalata"... Abbiamo approfittato di una buona giornata di sole per uscire a sgranchirci le membra. Questa volta c'è anche Arnaldo che si deve riprendere pian piano dall'intervento che ha subito, per cui la nostra passeggiata si limita ad una camminata di sette chilometri che si svolge nei dintorni di Santa Cristina,frazione di Borgomanero,e specificatamente transitando dalle varie cascine che occupano l'ultimo territorio collinare prima di degradare verso la incombente pianura Padana.Le previsioni davano per i giorni successivi maltempo e freddo, per cui ci siamo baldanzosamente equipaggiati (questa volta solo scarpette da ginnastica...)e siamo partiti in macchina alla volta del parcheggio nei pressi della chiesa Parrocchiale di Santa Cristina. Abbiamo approfittato di questa sosta per andare al piazzale antistante la chiesa a scattare delle fotografie al panorama che ci si apre davanti. Nonostante la non eccelsa visibilità odierna, da questo balcone panoramico, si intravedono le prealpi e le Alpi, con il Monte Rosa che normalmente la fa da solenne padrone, ma che oggi si ripara dietro ad una coltre di foschia. Stiamo ad ammirare per un pò lo stupendo spettacolo, soffermandoci al pannello fotografico che riporta i nomi delle cime che fanno da corona alla valle dell'Agogna : una propaggine della pianura padana che si insinua come una lingua, tra le colline che la delimitano, verso il lago d'Orta. Cerchiamo di individuare i luoghi dove già siamo stati ed ammiriamo quelli dove progettiamo di andarci. Uno è sicuramente il Monte Massone che con l'Eyehorn e la cima Scaravini al lati, domina in modo imponente la scena, con i suoi fianchi generosi . Alla sua sinistra il monte Cerano ed il Poggio Croce, che abbiamo già affrontato, sembrano due pulcini... Lasciata la postazione panoramica, ci incamminiamo e passiamo davanti all'ex Palazzo Bono che è la sede del Museo "Come eravamo" dove sono raccolti attrezzi, utensili e ambienti della civiltà contadina . Il museo è aperto solo la prima domenica del mese e ci ripromettiamo di venirlo a visitare. Continuiamo verso il cimitero e lo fiancheggiamo. Siamo in zona pianeggiante, ma nonostante ciò lungo la strada corrono rigagnoli di acqua che esplicitano quanto il terreno sia veramente inzuppato e non riesca più ad assorbire. Siamo in aperto altipiano ed in lontananza si intravedono i casolari delle cascine viciniore (Vallazza a est e Vigne ad ovest). Proseguiamo e passiamo proprio davanti a Cascina Marazzini, nella vicinanza della quale c'è una cappella votiva



Più avanti,costeggiamo Cascina Ospedale. Giungiamo poi ad un bivio

Noi ,per ora,puntiamo decisamente verso Cascina Caristo che in breve scorgiamo con il campanile che spunta dal tetto di una casa ristrutturata. Ritorneremo poi al bivio e punteremo su cascina Roi , che sembrerebbe un rifugio per cani, tanto sono i latrati che ci accompagnano al passaggio vicino ad essa... Salendo (si fa per dire...la strada è appena appena in lieve pendenza) verso Caristo, passiamo davanti ad un forno ristrutturato recentemente.Credo che sia una tappa obbligata ,di ristoro, per i partecipanti che ogni anno si ritrovano a Santa Cristina per partecipare a "Cascinar Mangiando" una camminata ecologica che permette di visitare tutte le cascine della zona (che sono più numerose di quelle che vedremo noi oggi, poichè noi abbiamo fatto un giro più breve) e contemporaneamente offrire qualche specialità culinaria durante le soste. Entriamo finalmente nella corte di Cascina Caristo.
Ritroviamo oggetti e luoghi che sono stati anche della nostra infanzia. Il torchio:quasi ogni cascinale ne aveva uno; coltivare la vigna e produrre il vino erano un mestiere ed un'arte che i contadini della nostra zona praticavano con successo. Anche se i vigneti del Borgomanerese non avevano proprio niente da spartire con quelli nobili della vicina Boca e della abbastanza vicina Gattinara, davano comunque alle famiglie il vino da "pasto" giornaliero che soddisfaceva le esigenze annuali per il bere. Ed il pozzo. L'argano di legno attorno al quale si avvolgeva la corda , la "soga" (leggi la o come in "sopra"), è quasi consumato centralmente, a furia di levare secchi pieni d'acqua dal fondo. La nostra zona è sempre stata abbastanza ricca di falde acquifere; come per il torchio, anche per il pozzo si può dire che un cascinale su due lo avesse. Qui fanno proprio la parte del reperto archeologico, poichè in effetti ormai più nessuno li usa e li tiene in vita. Restano come mirabile estimonianza di un tempo che fù.

Usciamo dalla corte della cascina Caristo e ci volgiamo indietro ancora una volta ad assaporare l'immagine di un'epoca Al di qua di questo portone c'è la chiesetta-oratorio dedicata a Santa Maria risalente, si crede al XII secolo. Sulla parete c'è la data 1777 che probabilmente si riferisce all'anno in cui è stata ripristinata. Attualmente si presenta in ottime condizioni in quanto rinfrescata recentemente. Dal suo porticato si guarda verso il declivio della collina ed appena sotto vediamo un'immagine veramente d'altri tempi. Un vecchio col suo fascio di rametti di salice lega i tralicci dei vitigni come si faceva una volta...Lui sta curando e preparando con amore quel pezzetto di terra che un domani gli permetterà di avere il suo bicchiere di vino da pasto giornaliero... Ritorniamo sui nostri passi e, lasciata la cascina Caristo, scendiamo verso il limitare della collina, passando da cascina Roi, dove sentiamo e vediamo rinchiusi una decina di cani che abbaiano furiosamente. La cascina sembra ormai abbandonata.Presumiamo che funzioni da canile per cani randagi. Da qui parte la Pianura Padana. Ci avviciniamo alla Autostrada Gravellona-Voltri che lambisce proprio la strada che stiamo percorrendo e che ora ci accingiamo a risalire verso nord imboccando la valle dell'Agogna.In località Viganie, alla nostra destra, possiamo scorgere ormai, la chiesa di sant'Alessandro Risaliamo un filare della vigna e ,passando vicino ad un cespuglio di boccioli di rosa Canina, selvatica, arriviamo al sagrato della bella chiesetta che risale al 1933, come costruzione, però anche se non si hanno testimonianze sulla struttura precedente, si è a conoscenza che ivi fu costruito già nel 1450 un piccolo oratorio, un semplice edificio con una piccola abside circolare. Addirittura si pensa che il luogo fosse anticamente adibito a cimitero, poichè duranti gli scavi per la costruzione dell'edificio attuale, affiorarono numerosa ossa, resti di antiche sepolture.

Scendiamo ora per la strada di accesso al piazzale, una ripida discesa seppur di pochi metri, per riguadagnare il piano ed arrivare a Cascina Fontana ("I Talunit"). Più propriamente dovrebbe chiamarsi Cascine Fontana, in quanto è un agglomerato di più casolari. Ed iniziamo a risalire, prima in un tratto di bosco, poi all'aperto con una bella vista a nord sulle montagne, per riguadagnare quota e per riportarci a Santa Cristina. In questo tratto di strada avremo incontrato sì e no un paio di automobili. Questo fatto favorisce i ciclisti che hanno così scelto questa zona per allenarsi in santa pace senza troppi intralci con il traffico. Oltre quindi al Walk on ,titolo del mio post e della nostra passeggiata, abbiamo visto quindi un bicycle run..., ma sopra di noi c'è pure stato un fly over. Un bellissimo deltaplano dotato di motore ronzante come un calabrone impazzito, stava sorvolandoci e si sbizzarriva in evoluzioni di saliscendi. Quanto ho invidiato il fortunato guidatore del trabiccolo...! Godere di un panorama stupendo in questa bella giornata di sole da una posizione privilegiata come la sua! Invidiato a tal punto da richiamarne la sua attenzione con grandi gesti delle braccia e con delle grida che lo invitavano a scendere e farmi fare un giro.... Lui si è accorto dei richiami, ha addirittura salutato col braccio e si è abbassato di quel tanto che ci dava quasi l'impressione che volesse atterrare nel pianoro circostante. Non credo proprio che abbia sentito le mie implorazioni...con quel frastuono che presumibilmente aveva nelle orecchie (Ma mi piace pensare che avesse una cuffia con della musica adeguata ..., per lo meno io mi sarei comportato così...). Ha fatto un pò di evoluzioni, alzandosi, spegnendo il motore, scendendo in libera, fino a che si è allontanato verso la pianura.

Mentre seguivamo le evoluzioni del nostro aviatore, ci avvicinavamo pian piano al nostro punto di arrivo, dopo aver incrociato le deviazioni per Cascina Fagnani e Cascina della Stanga: ilpiazzale della Chiesa Parrocchiale. In effetti ormai la nostra meta era vicinissima. E' bastato compiere il vero ultimo strappo in salita (come da grafico...) per arrivare dove avevamo lasciato la macchina parcheggiata.
Bella passeggiata rilassante , in una giornata soleggiata ed anche tiepida .
Camminare, pedalare, volare................ movimenti per sentirsi vivi e partecipi del creato.

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giovedì 5 febbraio 2009

Rievocazione

Credo di avere da sempre ricercato il mio ricordo più antico nei più reconditi luoghi della mia mente.Ancor prima che,ineluttabilmente con la quiescenza senile,i pensieri fossero rivolti quasi esclusivamente al passato, piuttosto che ad un futuro ormai senza troppe possibilità di evoluzione. Mi sono sempre domandato da quando il miracoloso meccanismo di memorizzazione abbia potuto dare i suoi primi frutti. E spingendomi indietro nel tempo andavo a datare, rifacendomi ad alcune immagini stampate , forse, indelebilmente nei meandri della mente, le più antiche esperienze vissute.
E sono risalito a quando avevo quattro anni e in un flash di sensazioni e visioni, ho rivisto il cortile davanti alla vecchia casa paterna, predisposto per accogliere gli invitati al pranzo di nozze di mia sorella...Teloni fissati alla ringhiera del primo piano ed ai pali che delimitavano il cortile per salvaguardarci dal sole cocente di agosto o da eventuali rovesci. Dalla parte di caseggiato che era di proprietà di mio zio, si era già protetti dal pergolato di uva settembrina, l'uva "americana",che aiutava a rinfrescare tutto il cortile. E poi la grande festa e l'abbuffata, dopo la cerimonia in chiesa ed il ritorno in corteo dalla collina del paese alla nostra valle del Sciscion. Era consuetudine attrezzarsi per i banchetti in casa, ma c'era già chi offriva il servizio di allestimento per la cucina proponendosi con cuochi e personale di servizio che si attivavano in ogni occasione che richiedesse il loro lavoro. Ma comunque mi è rimasto impresso come sensazione, la grande frenesia e l'indaffarata confusione che regnava in casa. Io mi intrufolavo in ogni dove e naturalmente avevo il libero accesso dovunque in quanto cosa volete che disturbo desse un batuffolino che al suo apparire poteva solo dare allegria ...anzi riuscivo a scroccare in anteprima qualche assaggino del "sontuoso" banchetto che si stava allestendo.
Queste foto le ho recuperate in questi giorni, quando durante una visita a mia sorella Mariuccia le ho posto la domanda se per caso avesse foto d'epoca che illustrassero i posti e gli avvenimenti del nostro paese... E' uscita dalla sala ..."vado a vedere..." ed è ritornata con un album pieno di fantastiche fotografie che abbiamo poi commentato assieme... Queste risalgono al 1952 e la riguardano in prima persona!.La qualità,purtroppo,è quella che è...


Salendo verso la Chiesa


Accolti dal parroco
All'uscita i ragazzini aspettano il lancio dei confetti. Non usava, ancora, il lancio del riso agli sposi.


Ci si appresta a scendere in corteo,verso casa della sposa
Stiamo arrivando al cortile. Il "batuffolino" in prima fila a destra che regge il cesto di fiori è il sottoscritto...dietro mio fratello Eugenio.
Poi inizia la festa... Credo che il piatto forte del menù fosse la frittura mista di maiale. Una portata che da sola sarebbe bastata per un'intera settimana... Lonza, salsiccia, frittura,cervella,fegato con un intingolo che da solo faceva rizzare le papille gustative..Il tutto innaffiato da del vino dell'annata migliore delle nostre colline. Naturalmente ad una certa ora cominciavano a manifestarsi i sintomi di sbronze più o meno esplicitate...Il mio ricordo è che ,forse a causa di qualche assaggino etilico,ad un certo punto, sollecitato credo dal fratello dello sposo,anch'io mi mettevo a canterellare al seguito dei primi cori di avvinazzati e salivo sui tavoli tutto bello baldanzoso.
Per anni questo ricordo mi è rimbalzato da un capo all'altro della mia cervice e...sorpresa... in una foto dell'album di mia sorella mi rivedo mentre sto per essere issato su una sedia...o sul tavolo... Questa rievocazione esplicita e documentata del mio ricordo, mi ha sorpreso parecchio...Naturalmente "vedersi " ritratto proprio in quel frangente che la mia mente aveva da sempre memorizzato, mi ha un pò spiazzato... Ma come! Quel "batuffolino" bianco in mezzo ai commensali sono proprio io...

A volte i documenti che testimoniano un evento hanno il potere evocativo così forte da teletrasportarti in un'altra dimensione dove i tuoi ricordi lo fanno rivivere in una sorta di rievocazione a proprio uso e consumo.